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Carmela Perta - Simone Ciccolone - Silvia Canù



SOPRAVVIVENZE LINGUISTICHE ARBËRESHE
A VILLA BADESSA


ISBN 978-88-7916-666-9 - 15,5 x 22 cm - 2014


pp. 92 – € 20,00
Prezzo on line € 17,00 - Sconto 15%
 
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L’arbëresh di Villa Badessa in Abruzzo – la più recente tra le circa 50 colonie albanesi del Meridione d’Italia e la più eccentrica come posizione geografica e per i caratteri strutturali della parlata – si spegne, senza che sia valso aver conservato fino a oggi il rito greco-bizantino. Tale varietà, o quello che ne resta, costituisce il focus del presente volume, volto a rintracciare nei parlanti di origine albanofona e nella tradizione della comunità tracce non più organiche e ormai asistematiche della parlata etnica. Tramite un fine lavoro di documentazione linguistica è stato, quindi, possibile raccogliere i dati poi confluiti in un archivio delle sopravvivenze linguistiche arbëreshe di Villa Badessa. A tale archivio si affianca un’analisi sociolinguistica condotta sulla scorta delle riflessioni scaturite dall’osservazione degli atteggiamenti e delle opinioni della comunità: si completa in questo modo il quadro della realtà badessana e si offre una delle ultime memorie e testimonianze dell’arbëresh abruzzese.

Carmela Perta, ricercatrice confermata nel Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture moderne dell’Ateneo ‘G. d’Annunzio’, si interessa di aspetti sociolinguistici delle minoranze, di processi di pianificazione linguistica e di analisi dei fenomeni di contatto a livello di discorso e di sistema. Oltre a numerosi saggi in riviste specialistiche ha pubblicato, tra le altre monografie, il volume Language Decline and Death in Three Arbëresh Communities of Italy. A Sociolinguistic Study (2004).
Simone Ciccolone, dottore di ricerca in Filologia e Linguistica nell’Ateneo ‘G. d’Annunzio’, attualmente assegnista di ricerca presso l’Università di Bolzano, si interessa principalmente dei processi di standardizzazione, delle scelte di pianificazione linguistica in comunità alloglotte e degli aspetti testuali del contatto linguistico. Per i tipi della LED ha pubblicato il volume Lo standard tedesco in Alto Adige (2010).

Silvia Canù, si è addottorata in Filologia e Linguistica nell’Ateneo ‘G. d’Annunzio’ con un lavoro di ricerca sulla pianificazione scrittoria del creolo di Capoverde, che nel 2012 ha ricevuto il Premio AITlA per la migliore ricerca svolta nell’anno precedente. Si occupa inoltre di CMC e di analisi dei fenomeni di contatto nelle pratiche scrittorie del Web. Ha recentemente pubblicato Identità del creolo di Capo Verde tra oralità e scrittura (2013).


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Il testo è di 92 pagine e si presenta in un unico file PDF
accessibile dall’Indice sottostante

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Prefazione
di Carlo Consani

Introduzione

1.
QUADRO STORICO E SOCIOLINGUISTICO

1.1. Cenni storici (p. 13) – 1.2. Alcune caratteristiche dell’albanese di Villa Badessa (p. 15) – 1.3. Dati demografici e socio-economici (p. 16) – 1.4. Rito greco-bizantino (p. 17) – 1.5. Quadro sociolinguistico (p. 18) – 1.6. L’arbëresh di Villa Badessa: una varietà estinta? (p. 20) – 1.7. Come muore una lingua (p. 22)


2.
L’INDAGINE E LA SUA METODOLOGIA

2.1. Introduzione (p. 25) – 2.2. Obiettivi dell’indagine (p. 26) – 2.3. Metodologia dell’indagine (p. 27)


3.
SOPRAVVIVENZE LINGUISTICHE

3.1. Problemi connessi all’archiviazione dei dati (p. 39) – 3.2. Catalogazione delle sopravvivenze arbëreshe (p. 41) – 3.3. L’archivio digitale: funzionalità e consistenza (p. 44) – 3.4. Glossario delle sopravvivenze linguistiche arbëreshe di Villa Badessa (p. 48)


4.
APPUNTI SULLE SOPRAVVIVENZE LESSICALI ARBËRESHE DI VILLA BADESSA

4.1. Morfologia (assente) (p. 59) – 4.2. Semplificazione e assimilazione del sistema fonologico (p. 61) – 4.3. Il lessico sopravvissuto (p. 62) – 4.4. Rapporto con altre varietà arbëreshe (p. 64) – 4.5. Note conclusive (p. 68)


5.
ASPETTI SOCIOLINGUISTICI: LO SPAZIO LINGUISTICO DI VILLA BADESSA

5.1. La comunità di fronte all’italo-albanese (p. 69) – 5.2. Il repertorio (percepito) in diacronia (p. 76) – 5.3. Il repertorio (percepito) in sincronia (p. 77) – 5.4. Riflessioni conclusive (p. 80)


Bibliografia

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Gli Autori