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Dionigi il Politologo

Quaderni di Erga-Logoi ISSN 2283-7124


 

cover

Emanuele Santamato

DIONIGI IL POLITOLOGO
Ragionamenti politici e società augustea

ISBN 978-88-7916-864-9 - pp. 828 - 2018


€ 53,00  (-15%) Acquisto il volume € 45,05 


L'Archeologia Romana di Dionigi di Alicarnasso è un testo che da più di un secolo appassiona diversi settori della disciplina antichistica. Almeno tre aspetti sono da sempre all'attenzione: una descrizione tra le più dettagliate delle Origini di Roma, tra monarchia e la prima fase della repubblica; il contesto e le motivazioni che conducono l'autore alla stesura dell'opera, all'inizio di una nuova temperie della storia mediterranea con il principato di Augusto. Infine, l'elaborazione letteraria di un complesso esperimento comunicativo che un gruppo definito di intellettuali di lingua greca a Roma recepiscono dai più raffinati ambienti greci e orientali e trasformano in un possibile veicolo della sensibilità a loro contemporanea. Questo esperimento viene dai moderni descritto come ‘atticismo' e trova rispondenza nell'insieme delle tecniche che gli stessi che le mettono in pratica chiamano μίμησις. Il libro intende spiegare, sulla base di questi tre aspetti, un quarto: ovvero le circostanziate modalità comunicative con cui l'Archeologia Romana, letta come sistematico studio sulle istituzioni politiche romane, intende offrire alle stesse, sotto forma di narrazione storica, una teoria della pacificazione dei rapporti politici, che l'autore ritiene in definitiva utile alla conduzione del buon governo.

Emanuele Santamato, dottore di ricerca in Storia antica presso l'Università di Napoli, ha pubblicato anche: Gruppi immigrati e loro gestione a Roma tra II e I sec. a.C., Napoli 2012, e diversi articoli su tematiche di storia romana. Fra i più recenti si citano: Imitare per comunicare. Coriolano e Romolo in Dionigi di Alicarnasso, Lexis 33 (2015); La teoria del συγχώρημα nella narrativa sulle lotte patrizio-pebee in Dionigi di Alicarnasso, Athenaeum 103 (2016).


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Premessa metodologica

Introduzione


Parte I

1. «Non parole, ma fatti»: il lessico politico nell’Archeologia di Dionigi
1.1. Il ‘bello e buono’, ‘il bello’ e ‘il buono’ – 1.1.1. Il «canone» e la καλοκἀγαθία nei classici e in Dionigi – 1.1.2. Polibio, Cicerone e la καλοκἀγαθία di Dionigi – 1.2. La ‘giustizia’, il ‘fare giustizia’, ‘il giusto’ – 1.2.1. La «giustizia» nel «canone» dionigiano – 1.2.2. La «giustizia» di Dionigi nelle sue accezioni: né Polibio né Cicerone – 1.2.3. Μετριότης: il ‘senso della misura’ come metro politico – 1.3. Le parole del pensiero: ‘intelligenza’, ‘saggezza’, ‘premura’ – 1.3.1. L’‘intelligenza’ nel «canone»– 1.3.2. La ‘saggezza’ nel «canone» e in Dionigi– 1.3.3. La ‘premura’ nel «canone»– 1.3.4. La «premura» in Dionigi – 1.4. Sul lessico: conclusione provvisoria sul ‘bello-buono-giusto-saggio-utile meritevole’.

2. L’Archeologia Romana come ipertesto: diacronia e sincronia
2.1. La dialettica dell’accordo originario: Discorsi e Digressioni – 2.1.1. I Discorsi monarchici – 2.1.2. I Discorsi repubblicani – 2.1.3. Le Digressioni – 2.1.4. La nuova concezione dei tribuni nei Libri VIII e IX.

 3. Dionigi politologo dei Romani
3.1. La politica dei Romani: la teoria del «concordato» – 3.1.1. La dinamica del ‘convenire’ nel Dibattito sul Monte Sacro – 3.1.2. L’ipotesi della ‘democrazia’: «il popolo sovrano delle cose più grandi» – 3.1.3. La prova del ‘popolo sovrano’: la legittimità dei giuidizi popolari e dei plebisciti. Il ‘teorema della reciprocità’ con i consoli – 3.1.4. «Il popolo concepito grande»: il caso di Coriolano – 3.1.5. Lo «scambio pattizio» (μετάδωσις) e le fallimentari alternative al συγχώρημα: la fabula di Menenio Agrippa – 3.2. L’economia dei Romani: ‘ricchi’, ‘poveri’ e ‘debiti’– 3.2.1. L’economia di Romolo nella ‘costituzione dei Romani’ – 3.2.2. Il Discorso del retribuno Servio Tullio (AR 4.9.6-9) – 3.2.3. La ‘lunga durata’ del sistema sociale romuleo: il Discorso di Appio Claudio (AR 5.66-68) e la ‘Teoria dei debiti’ in Dionigi – 3.3. La φιλανθρωπία e l’‘ordinamento della città’: Demostene o Cicerone? – 3.3.1. La φιλανθρωπία in Dionigi – 3.3.2. Tra amore e narcisismo: la casistica della φιλανθρωπία – 3.3.3. La φιλανθρωπία come dimensione della humanitas – 3.4. La ‘felicità’ del ‘sistema’ tra monarchia e repubblica: una sintesi coerente.

 4. Imitare per comunicare: Dionigi e i suoi «uomini modello»
4.1. Dionigi e Platone – 4.1.1. Platone maestro di Dionigi: «intelligenza» e «saggezza» – 4.1.2. Il Protagora e la dimensione della ‘virtù politica’– 4.1.3. L’Ἀνὴρ πολιτικός: scienza e convivenza – 4.1.4. La Lettera VII: la fatica del «consigliare»– 4.2. Dionigi e Cicerone– 4.2.1. L’oratore filosofo: la ‘Trilogia’ retorica – 4.2.2. Il percorso ciceroniano: la pace come armonia – 4.2.3. Il de Re publica come modello politologico – 4.2.4. Il bene vivendi come εὐ ζῆν: la nuova prospettiva – 4.2.5. Due esempi di sequela ciceroniana: la congiura del 500 a.C. e la nascita del tribunato – 4.2.6. Riepilogo – 4.3. Erodoto, Isocrate e Demostene: i Nachahmungen – come problema aperto – 4.3.1. Erodoto – 4.3.2. Isocrate – 4.3.3. Demostene – 4.3.4. Tucidide – 4.3.5. Ἐλευθερία: Dionigi e il pessimismo tucidideo.


Parte II

5. Il primo decennio (28-18 a.C.): Ottaviano come nuovo Romolo 309 – nella politica dei ‘fatti’
5.1. Ad pristinum: Augusto e la res publica restituta – 5.1.1. La ‘politica’ e le attività urbane in età augustea: gli appalti per il ritorno di Augusto (Dio. 51.19) – 5.1.2. La ὁπλομαχία di Statilio Tauro come argomento politico – 5.1.3. Ottaviano e la remissione dei debiti, Dio. Cass. 53.2: e Dionigi? – 5.2. La δημοκρατία augustea e il messaggio ‘bifronte’ di Dionigi – 5.2.1. La consacrazione di Romolo e quella di Augusto – 5.2.2. Il Foro di Augusto e la memoria di Coriolano: lezioni sul consenso di piazza – 5.2.3. Egnazio Rufo candidato «fuori dalle regole»: una caso di παρρησία – 5.2.4. Marco Primo imputato de majestate e la congiura di Cepione: dramma in due atti sulla procedura τὸ δημόσιον – 5.2.5. «Secondo l’antico costume»: la controversa elezione di Marco Lollio – 5.3. Dionigi e la sua ‘realtà’.

6. Il secondo decennio (18-8 a.C.): tra dibattito ed estraniazione
6.1. La religione di Dionigi e la riforma augustea dei culti 387 – 6.2. Il matrimonio in Dionigi e le riforme augustee 397 – 6.3. Dionigi e la riforma augustea dei compita.

7. Dionigi e la storiografia d’età augustea
7.1. Incontro tra intellettuali come luogo di mediazione politica – 7.1.1. Intellettuali greci a Roma – 7.1.2. Gli storici latini e i loro argomenti – 7.2. Diodoro e Livio superstiti insieme a Dionigi – 7.2.1. Filosofia della virtù nell’Introduzione alla Biblioteca – 7.2.2. Due casi a confronto: la morte di Remo e i decemviri– 7.2.3. Adultae res: Livio e l’oligarchia ‘reale’– 7.2.4. La lex in Livio e la sua formulazione post-decemvirale – 7.3. Le fabulae eversive e il laboratorio degli storici: Spurio Cassio e Spurio Melio – 7.3.1. Spurio Cassio – 7.3.2. Spurio Melio – 7.4. Conclusioni: Dionigi a confronto con il ‘pluralismo’ augusteo.



Bibliografia