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Marita Rampazi

STORIE
DI NORMALE INCERTEZZA

LE SFIDE DELL’IDENTITÀ NELLA SOCIETÀ DEL RISCHIO

ISBN 978-88-7916-424-5 - 14,5 x 21 cm - 2009


pp. 182 — € 26,00
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Perché le persone hanno bisogno di raccontarsi? Perché questo bisogno, oggi, sembra esprimersi a livelli tali da far dubitare che la nostra società sia malata di protagonismo? L’ipotesi del libro è che il bisogno crescente di raccontarsi derivi dal fatto che la narrazione è un modo per rispondere alle ‘sfide’ dell’identità, nell’attuale società dell’incertezza. Oggi, le persone sono più libere che in passato di costruire un percorso di vita autonomo, ma sono anche più sole nella loro ricerca di senso, soggette al rischio di rimanere invisibili agli occhi degli altri. Raccontarsi è un modo per esplicitare il proprio percorso, attirare l’attenzione su di esso, stabilire una relazione, sollecitare qualche forma di riconoscimento: è un modo per essere certi di esistere. Come si racconta? La narrazione di sé implica sempre un interlocutore, si snoda su piani diversificati e prende forma grazie al gioco complesso della memoria. Il libro analizza questi aspetti, sottolineando le dinamiche comunicativo- relazionali che li caratterizzano. Che cosa si racconta e che cosa si fatica a raccontare? Nella parte finale, si presentano alcuni esempi di ricerche su tre punti nodali: l’incertezza biografica, di giovani e meno giovani; il divenire delle famiglie; l’esperienza della ‘normale’ violenza quotidiana.


Marita Rampazi è professore associato di Sociologia presso la Facoltà di Economia dell’Università di Pavia. Fra le sue pubblicazioni più recenti sull’incertezza identitaria nelle società contemporanee, si segnalano: Nuove fragilità e lavoro di cura (con V. Iori, Milano 2008), La memoria pubblica (con A.L. Tota, a cura di, Novara 2007), Il linguaggio del passato (con A. L. Tota, a cura di, Roma 2005), L’incertezza quotidiana (a cura di, Milano 2002).


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Introduzione
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1.
Perché si racconta di sé: le sfide contemporanee dell’identità


Premessa – 1.1. Il bisogno di «raccontarsi» – 1.2. Identità e riconoscimento - 1.2.1. «Chi e che cosa sono io?»: l’immagine di sé negli occhi degli altri - 1.2.2. Il rapporto Io-Noi, dalle società pre-moderne a quelle contemporanee – 1.3. Nuovi confini dell’appartenenza e problema della durata - 1.3.1. La problematica capacità di «perdurare nei passaggi» - 1.3.2. Verso la fine del tempo «lungo» della cittadinanza e del lavoro? – 1.4. Costruirsi come «persone» - 1.4.1. Individualizzazione ed esperienza - 1.4.2.Progettarsi nelle relazioni.

2.
Come si racconta: forma, tempo e spazio della narrazione

Premessa – 2.1. La forma del discorso - 2.1.1. Raccontare di sé, a sé, degli altri, agli altri - 2.1.2. Uno spazio «che contiene e che apre» - 2.1.3. I piani del racconto, tra tipizzazione e soggettivazione – 2.2. Il tempo della narrazione - 2.2.1. Il tempo come pre-condizione: l’indugio - 2.2.2. Il tempo come posta in gioco: la durata - 2.2.3. Il futuro nel presente: progetti di fare e progetti di essere – 2.3. Lo spazio del racconto: la memoria tra passato, presente e futuro - 2.3.1. La memoria come sistema 2.3.2. La costruzione temporale dell’azione differita - 2.3.3. Memoria individuale, memoria collettiva, memoria sociale - 2.3.4. Verso una cultura del «presente assoluto»?

3.
Che cosa si racconta: l’incertezza del presente, la speranza del «divenire»

Premessa – 3.1. Il due volti dell’incertezza biografica nell’esperienza giovanile - 3.1.1. Il concetto di incertezza biografica - 3.1.2. I giovani: il lavoro e l’incertezza dei nuovi «nomadi» - 3.1.3. La «sicurezza di avere vissuto» nella testimonianza degli oggetti del ricordo – 3.2. L’incertezza dei meno giovani - 3.2.1. I tardo-adulti: una generazione di transizione - 3.2.2. L’incertezza «riflessa» – 3.3. Il divenire delle famiglie – 3.3.1. L’incerto equilibrio tra individualità e fusionalità - 3.3.2. Il tempo e lo spazio della famiglia - 3.3.3. La genitorialità come progetto.


4.
Che cosa si fatica a raccontare: la normalità della violenza

Premessa – 4.1. La violenza come disconoscimento - 4.1.1. Aggressività e violenza - 4.1.2. «Una libertà che vuole forzarne un’altra» - 4.1.3. Nuove libertà e vecchi stereotipi – 4.2. I luoghi e le forme della violenza - 4.2.1. L’incerto confine tra violenza fisica e psicologica - 4.2.2. Il nucleo della violenza è sempre «altrove» - 4.2.2. Violenza domestica e violenza sessuale: strategie per reggere l’insicurezza – 4.3. La violenza di cui non si parla.


Bibliografia