Piero Giordanetti

METAMORFOSI, CASUALITÀ, INCONSCIO
Friedrich Nietzsche, 1868

In preparazione


Ricostruendo il rapporto con Brockes, Darwin, Fichte, Hölderlin, Fischer, Goethe, Haym, Kant, Lange, Reimarus, Schiller, Schopenhauer e Strauss, questa ricerca si prefigge di mostrare quale immagine della natura il Nietzsche appena ventiquattrenne abbozzi. Emerge come egli intenda abbandonare le inevitabili implicazioni metafisiche e antropologiche della teleologia per dar voce alla convinzione che il metodo che la natura segue nel generare e successivamente nel conservare i corpi è la leggerezza priva di senso tipica del caso. Al finalismo Nietzsche contrappone la tesi che l'esistenza è disseminata di miracoli, proponendo un'autonoma reinterpretazione del rapporto tra vita e forma secondo il quale la vita è conoscibile solo come esistenza dotata di sensibilità e capace di crescita, mentre rimane in sé completamente oscura. I risultati cui pervengono le ricerche si rivelano di grande utilità per la comprensione della genesi delle grandi opere successive.

Piero Giordanetti è ricercatore di Storia della Filosofia presso l'Università degli Studi di Milano. Ha pubblicato: Archivio Rodolfo Mondolfo. Inventari (Roma 1996), Hume, Kant e la bellezza (Milano 1997), Kant e la musica (Milano 2001), L'estetica fisiologica di Kant (Milano 2001), Estetica e sovrasensibile in Kant (Milano 2001), Kant und die Musik (Würzburg 2004).