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Pierfrancesco Arces

STUDI
SUL DISPORRE MORTIS CAUSA

DALL’ETÀ DECEMVIRALE AL DIRITTO CLASSICO

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ISBN 978-88-7916-662-1

pp. 262 — € 34,00

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Questo libro racconta la storia di come, sin dall’età decemvirale, il diritto romano sia servito ad appagare l’esigenza di disporre mortis causa, e ne presenta gli sviluppi fino all’epoca classica. La più antica regolamentazione a tal proposito è affidata ad un unico, scarno versetto della legge delle XII Tavole: su di esso la giurisprudenza si eserciterà per introdurre ardite innovazioni creative, la cui evoluzione è indagata al fine di offrire un’interpretazione della storia primitiva delle successioni testamentarie, con particolare riguardo al rapporto tra heredis institutio e testamentum, e alla possibilità di quest’ultimo di rendersi idoneo veicolo di disposizioni eterogenee. Essa viene inoltre rapportata ai più ampi ambiti del «disporre» e dell’«acquistare» mortis causa, e posta in costante contrappunto con le progressive limitazioni della latissima potestas – originariamente garantita al civis dalla norma dell’antica legge – ancora menzionata nella compilazione giustinianea, più che altro per recare memoria della reliquia decemvirale che ne costituiva il fondamento. Tale menzione risulta del tutto coerente con il generale atteggiamento di venerazione da sempre tributata al codice decemvirale, e con i plurisecolari tentativi di palingenesi, i quali impegnano ancora oggi un appassionato gruppo di studiosi, protagonisti dell’immane ricerca che ha per il momento contribuito a fornire un supporto testuale all’intuizione relativa alla retrodatazione degli esperimenti palingenetici della legge delle XII Tavole all’età dell’Umanesimo.

Pierfrancesco Arces, nato a Grottaglie il 5 novembre 1976, avvocato e dottore di ricerca in Comparazione giuridica e storico-giuridica, è ricercatore confermato in Diritto romano e diritti dell’antichità presso il Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze politiche, economiche e sociali di Alessandria dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale «Amedeo Avogadro», ove è anche professore aggregato di Istituzioni di diritto romano e di Diritto romano.

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Il testo è di 262 pagine ed è contenuto in un unico file PDF
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Premessa

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I.
IL «MONUMENTO LEGISLATIVO» DEL DIRITTO ROMANO ARCAICO

1. Il frammento del commento di Pomponio a Quinto Mucio e la latissima potestas dell’età decemvirale - 2. Il problema dell’obscuritas verborum - 3. L’esistenza del testo - 4. Un testo perduto. Irrimediabilmente? - 5. I quattro manoscritti finora rinvenuti contenenti tentativi di ricostruzione della legge decemvirale - 6. L’assenza della menzione della norma sulla successione testamentaria in Reg. Lat. 450 - 7. Il perdurare dell’esigenza palingenetica

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II.
LA STORIA PRIMITIVA DELLE SUCCESSIONI TESTAMENTARIE

1. La successione mortis causa nella legislazione decemvirale. La norma sulla successione testamentaria - 2. Esegesi di Gai., inst. 2.224, Iust. Inst. 2.22.pr. e D. 50.16.120: il legare decemvirale e il suo fraintendimento o mutamento interpretativo - 3. I luoghi in cui è riportata la versione retorica della norma uti legassit - 4. Familia pecuniaque - 5. Ipotesi sul disporre mortis causa all’epoca delle XII Tavole

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III.
L’ESTREMO POTERE DI ESCLUSIONE DALLA PROPRIA SUCCESSIONE DEL TESTATORE

1. La diseredazione - 2. I profili di disciplina della sacrorum detestatio secondo le interpretazioni dominanti in dottrina - 3. Rifiuto dell’impostazione dominante - 4. Le altre interpretazioni fornite in dottrina dell’istituto: sacrorum detestatio e giuramento - 5. Segue. Detestatio e alienatio sacrorum - 6. Segue. L’interpretazione risalente al Cuiacio - 7. L’antecedente funzionale della diseredazione


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IV.
INTERSEZIONI DI INSIEMI CONCETTUALI: «TESTARE», «DISPORRE MORTIS CAUSA», «ACQUISTARE MORTIS CAUSA»

1. L’evoluzione delle forme di testamento dal diritto arcaico a quello classico - 2. La «tecnologia della parola» e il formulario del rito librale - 3. L’inclusione nel testamento dei legati e il loro sviluppo storico - 4. Lo sviluppo storico dei fedecommessi nelle Istituzioni di Gaio - 5. La rilevanza della componente fiduciaria negli impieghi innovativi del gestum per aes et libram - 6. L’ampio ambito del mortis causa - 7. Intersezioni di insiemi concettuali ed evoluzione del diritto testamentario

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