Direttore responsabile
Ferdinando Zuccotti

Comitato scientifico
Jean Andreau - Hans Ankum (†) - Giovanna Coppola Bisazza - Pietro Cobetto Ghiggia - Elio Dovere - Giuseppe Falcone
Francesca Lamberti - Giovanni Luchetti - Andrea Lovato - Francesco Lucrezi - Massimo Miglietta - Francesco Milazzo - Marco Pavese
Giunio Rizzelli - Carmela Russo Ruggeri - Boudewijn Sirks - Armando Torrent - Andreas Wacke

Comitato editoriale
Piefrancesco Arces - Filippo Bonin - Marco Antonio Fenocchio
Stefano Liva - Gianluca Mainino - Saverio Masuelli - Enrico Sciandrello - Raffaella Siracusa

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PEER REVIEW

(2012)

A partire dal numero XII (2012) gli articoli (non le note, le recensioni e simili né gli articoli scritti su invito del direttore o del Comitato Scientifico) pervenuti alla Rivista di Diritto Romano saranno sottoposti, senza indicazione dell’Autore, all’esame di due Revisori anonimi, che entro due mesi dalla ricezione elaboreranno un rapporto: qualora il loro giudizio non sia positivo, l’articolo non verrà accettato; in caso contrario il rapporto, sempre in forma anonima, verrà trasmesso all’Autore, e se si ritengono necessarie modifiche l’Autore dovrà tenerne conto rivedendo il testo e ritrasmettendolo alla rivista per un nuovo controllo dei Revisori. I Revisori saranno scelti, specie in base all’argomento trattato dagli articoli, dal direttore o dal Comitato Scientifico.

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PRESENTAZIONE

(2001)

Qualcuno potrebbe chiedersi se, in presenza di numerosi e autorevoli periodici di diritto romano e diritti dell'antichità pubblicati anche e soprattutto in Italia, fosse proprio il caso di metterne in cantiere uno nuovo: se fosse un lettore tendenzialmente benevolo e animato da incrollabile fiducia nel principio della concorrenza, potrebbe forse dare risposta positiva affermando che l'ingresso di un nuovo operatore sul mercato (!) dovrebbe portare a un miglioramento dell'offerta in generale.

In realtà, una tale prospettiva potrebbe risultare deludente: scopo di questa rivista, infatti, non è certamente quello di togliere spazio alle altre già esistenti, né quello di stimolare una gara per conquistare il primo premio in una improbabile classifica di periodici romanistici. Essa vorrebbe invece in primo luogo colmare una lacuna: manca infatti una rivista di diritto romano pubblicata, prima ancora che sul tradizionale supporto cartaceo, sulla rete di Internet, e quindi in grado di coordinare i non trascurabili vantaggi che tale strumento telematico può fornire alla ricerca romanistica.

Una delle ambizioni di questa nuova rivista vorrebbe perciò essere appunto quella di riuscire a divenire per i romanisti e il loro lavoro una sorta di centro informatico capace di mettere a disposizione di ognuno di essi un quadro generale e ragionato dei pressoché innumerevoli siti di tutto il mondo che interessano la nostra disciplina, da quelli che se ne occupano in maniera specifica o che offrono raccolte di testi giuridici o letterari, agli indirizzi in cui trovare vocabolari, repertori, cataloghi di biblioteche, sino ai siti relativi a materie antichistiche (storiche, archeologiche, epigrafiche, papirologiche e così via) ovvero a discipline giuridiche connesse con la nostra (diritto intermedio, studi comparatistici ed altri ancora); vi sono inoltre non pochi siti che, a cominciare da quello ministeriale, possono interessare la vita universitaria nei modi più diversi.

Un altro dei vantaggi che lo strumento informatico può offrire, e che la rivista si propone di attuare se vi sarà la necessaria collaborazione da parte dei colleghi, è quello di tenere aggiornato in tempo reale un calendario delle manifestazioni romanistiche previste, dai convegni a livello internazionale alle conferenze di regola riservate a più ristretti pubblici; eventualmente, se fosse possibile ed utile, anche un prospetto delle varie scadenze in particolare amministrative riguardanti i vari adempimenti universitari.

Infine, lo strumento telematico di cui ci si avvale consente com'è noto a ciascuno anche di mettersi in contatto con ogni altro romanista, in tempi pressoché reali, mediante lo strumento della posta elettronica: cosa che tra l'altro, se attuata in maniera programmatica e regolare in un sito cui tutti possano accedere, permetterebbe un più diretto e continuo rapporto tra chi si occupa della nostra materia. Verrà quindi messa a disposizione di tutti una rubrica di corrispondenza via e-mail attraverso cui, scrivendo a questa rivista, ognuno potrà esprimere pareri, intervenire su argomenti più o meno attuali, dare giudizi su un lavoro altrui o rivolgere domande all'autore, inviare brevi note che non ritiene di pubblicare come veri e propri lavori a sé stanti, discutere temi universitari, o anche semplicemente porre un quesito a specialisti di un determinato argomento, ovvero informarsi su dove è possibile rinvenire materiale di difficile consultazione, magari trovando altresì chi sia disposto a fornirgliene una copia. Se è chiaro come il successo di una simile rubrica di corrispondenza – che tra l'altro ha reso necessaria, a differenza di quanto avviene nelle riviste romanistiche, la nomina di un cosiddetto direttore responsabile – dipenda, più che dalla redazione di questa rivista che ne mette a disposizione i meri strumenti, dagli stessi romanisti e dalla loro risposta a tale iniziativa, tale rubrica permetterebbe d'altra parte di realizzare in tempi ragionevolmente brevi un indirizzario romanistico di posta elettronica, che sarebbe di per sé prezioso sia per i singoli rapporti epistolari, sia soprattutto per ogni comunicazione in ordine a convegni e manifestazioni che debba essere inviata a tutti i cultori della nostra disciplina (è noto infatti come le recenti norme sulla cosiddetta privacy abbiano di fatto reso impossibile l'aggiornamento e la ripubblicazione di quelle liste di indirizzi postali una volta tanto utili).

Il nostro paziente e curioso lettore avrà a questo punto già capito che la presente rivista vuole caratterizzarsi, più che per l'apertura di nuove metodologie o settori di ricerca, per la messa a disposizione di strumenti: fra questi, un ruolo non trascurabile potrebbe avere, sempre che anche qui intervenga la necessaria collaborazione, l'indicazione in tempo reale dei volumi appena pubblicati.

Un altro aspetto in cui il contenuto della rivista vorrebbe invece differenziarsi dalle altre rassegne di diritto romano è quello di una maggiore attenzione dedicata alla messa a disposizione degli studiosi sia di libri del passato ancora utili ma ormai difficili da trovare anche in biblioteca (si pensi in particolare alle università di recente fondazione), sia di fonti giuridiche romane di cui non sempre gli studiosi – e in particolare i più giovani – dispongono in una copia personale da consultare anche lavorando a casa, sia di strumenti che agevolino attraverso la redazione soprattutto di indici la consultazione di opere che rimangono fondamentali nella nostra materia. Già in questo primo numero verranno così pubblicati la ristampa del corso di Giuseppe Grosso sulle “cose”, e gli indici – sommario, delle fonti e degli autori – dei “Primordia Civitatis” di Pietro De Francisci, i quali, com'è noto, non furono redatti al momento della pubblicazione del volume: verrà inoltre messo on line e quindi pubblicato sul primo numero cartaceo della rivista il testo (non si tratta beninteso di una nuova edizione critica) delle “Pauli Sententiae”.

Ma la ripubblicazione che più di ogni altra vuole caratterizzare il nascere questa rivista è quella dei sei volumi (con supplementi) dei “Basilici” nell'edizione dei fratelli Heimbach, che si conta di completare in sei anni o poco più, e i cui tomi verranno abbinati via via ai vari numeri della rivista: il fatto che si tratti di un'opera ormai pressoché introvabile, di cui persino varie università non dispongono, appare di per sé giustificare un'impresa che pur da un punto di vista tecnico non si presenta né facile né breve. E' ben vero che l'edizione degli Heimbach è oggi definitivamente superata, dal punto di vista filologico, da quella curata da Scheltema, van der Wal e Holwerda, la quale è molto più completa e corretta, soprattutto per quanto riguarda gli scolii, ma una ristampa della prima non appare inutile per almeno tre ordini di ragioni: essa viene citata da tutta la letteratura, non certo ancora troppo antica, precedente i singoli volumi dell'edizione olandese; solo di Heimbach è a tutt'oggi disponibile il “Manuale Basilicorum”; l'edizione Heimbach, riproducendo in calce a ciascun testo i relativi scolii ed essendo fornita di una traduzione latina (anche se da utilizzare com'è noto con cautela) permette a colui che, senza condurre studi specifici, voglia avere un'idea rapida e sommaria di quanto si trova nei Basilici in relazione a un determinato argomento, di realizzare il suo intento molto agevolmente.

Per quanto riguarda infine il titolo scelto per questa rassegna – “Rivista di Diritto Romano” –, esso è parso consigliabile in quanto, pur trovando corrispondenze in tanti settori giuridici, un titolo consimile mancava nell'ambito romanistico, e d'altra parte, tra i molti nomi che si potevano scegliere, questo dava una idea di lata e composta impersonalità e di collocazione in un alveo rispettoso dei consolidati canoni della nostra disciplina. Per altro verso, questo nome, composto dai tre termini che immediatamente vengono alla mente dovendo cercare su Internet una pubblicazione di tale materia, presenta altresì il vantaggio di essere più facilmente reperibile qualori si cerchi la nostra rassegna, tramite i motori di ricerca, nell'ambito degli indirizzi romanistici, riuscendo così a coniugare la sua tensione verso un passato ancora del tutto attuale e d'altra parte il suo legame con uno strumento cibernetico che la colloca in un presente proiettato verso il futuro. A sua volta il sottotitolo – “Periodico di storia del diritto romano, di diritti antichi e della tradizione romanistica medioevale e moderna” – vuole sottolineare l'ampia prospettiva in cui si pongono gli interessi di questa rivista, senza alcuna preclusione non solo verso gli altri diritti antichi, ma neppure verso le indagini di storia del diritto intermedio, pur oggetto di una loro specifica disciplina, che riguardino il diritto romano nel più vasto quadro delle vicende da esso conosciute nella storia del diritto europeo e quindi di una ininterrotta esperienza giuridica di cui gli odierni studi romanistici fanno ancora parte.


 

MODALITA' DI PUBBLICAZIONE
E CRITERI EDITORIALI

Chi fosse interessato a pubblicare propri lavori su questo periodico, può mettersi in contatto con la redazione attraverso l'e-mail della Rivista, oppure parlare semplicemente con uno dei suoi membri.

Oltre che normali studi di diritto romano, di diritto greco, sui diritti antichi e sulla tradizione romanistica medioevale e moderna, nonché recensioni di lavori relative a tali materie, saranno graditi anche redazioni di indici, elaborazioni di strumenti di ricerca e traduzioni di opere di particolare interesse.

Quanto ai criteri di edizione, si tende ad ispirarsi a principii di chiarezza e di completezza delle citazione e di rispetto del lettore (anche se semplice studente) un po' controcorrente rispetto alla brevità talvolta criptica, e in certi casi ispirata a convenzioni iniziatiche, che oggi hanno un certo successo, e si preferiscono riferimenti comprensibili e svolti per esteso, senza preoccupazioni di risparmiare poche righe per articolo attraverso una sinteticità fatta di sigle ed acronimi, preterizioni e numeri senza spiegazioni.

I lavori, anche in vista della loro lunghezza e in generale della loro impostazione, potranno o meno essere divisi in paragrafi, intitolati o no, numerati in cifre arabe; in ipotesi particolari, potranno anche essere divisi in capitoli (numerati in cifre romane) a loro volta divisi in paragrafi (sempre numerati in cifre arabe). I titoli, in linea di massima, verranno indicati nel sommario iniziale, mentre nel testo resteranno solo i numeri (ma quando casi particolari lo richiedano i titoli dei paragrafi ed eventualmente dei capitoli potranno essere riportati anche nel testo ovvero soltanto in esso, senza sommario iniziale).
Per quanto riguarda i caratteri greci, via e-mail verrà di volta in volta inviato all'Autore l'alfabeto greco ("Greek" ["greek.TTF"]) usato nella rivista.

Si danno qui di seguito alcune regole da seguire nell'indicare fonti e bibliografia, con una serie abbastanza ampia di esemplificazioni: in generale può essere altresì utile, specie in caso di dubbi, vedere anche le modalità di citazione seguite negli articoli qui pubblicati. In ogni caso, dato che prima che sul cartaceo la pubblicazione avviene su Internet e l'impaginazione viene operata non dall'editore ma dalla redazione stessa, sarà nostra cura normalizzare secondo questi criteri gli articoli pubblicati, segnalando di volta in volta all'Autore, nell'inviargli le bozze, eventuali problemi nonché le integrazioni necessarie nelle citazioni.

La doppia pubblicazione - prima in Internet e poi su cartaceo - permette d'altra parte all'Autore, qualora in seguito trovi errori o imprecisioni, di correggerli o già nella versione 'on line' (se particolarmente gravi), o comunque, normalmente, in occasione dell'uscita della pubblicazione a stampa.

Criteri editoriali
in formato PDF


 

Gli Autori degli articoli e dei saggi pubblicati nelle riviste, nelle miscellanee e nelle collane di Led on Line
possono ordinare estratti e volumi attraverso il link sottostante
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ORDINAZIONE ESTRATTI

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