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Paolo Colombo

Le cose e i loro nomi
Attorno all’ultimo Leopardi


Collana "Palinsesti"


ISBN 978-88-5513-242-8 – 15 x 22 cm 2026 – pp. 176

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I capitoli di questo libro, nati da ricerche svolte negli ultimi sei anni, ambiscono a porre in dialogo diverse stagioni dell’opera di Leopardi, nel tentativo di rileggere la specificità della «nuova poetica», caratteristica degli anni Trenta, anche alla luce della sua continuità con pagine, riflessioni e letture risalenti alla seconda metà del decennio precedente. A ispirare il titolo e, se così si può dire, il generale orientamento critico del volume ha contribuito la volontà di evidenziare l’insistenza tutta leopardiana sulla necessità non solo di scoprire e accettare il «vero», ma di nominarlo. «Chiamare le cose coi loro nomi» non significa per Leopardi unicamente ‘dire il vero’, ma anche non dismettere lo sforzo nominalistico in senso alto, non abbandonare cioè il desiderio di trovare una parola, una definizione utile a migliorare la conoscenza delle «cose» e a determinare una precisa interpretazione della realtà che da quegli abbinamenti discenda.


Paolo Colombo insegna Letteratura italiana all’Università di Verona. I suoi studi privilegiano l’indagine su autori settecenteschi (Algarotti, Casti, Parini, Rezzonico) e del primo Ottocento (Leopardi, Foscolo, Scalvini, Pellico), con qualche incursione novecentesca (Tomasi di Lampedusa, Bertolucci, La Capria). Ha pubblicato il volume Il poema desiderato (2022) e curato il testo critico del Fuoruscito e dei Frammenti poetici di Giovita Scalvini (2022 e 2025).